Imprese ad alta quota: dai grandi eventi nuove prospettive per l’economia della montagna

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Imprese, competenze, innovazione e sviluppo territoriale al centro dei “Cortina Future Talks”, l’evento promosso da Fondazione Cortina e Comune di Cortina d’Ampezzo.

 

Cortina d’Ampezzo, 22 agosto 2026 – Trasformare la legacy dei grandi eventi in una leva di sviluppo duraturo per la montagna e creare le condizioni per rendere i territori montani più competitivi e attrattivi per imprese, lavoratori, giovani e investitori: sono stati questi alcuni dei temi al centro dei “Cortina Future Talks”, l’appuntamento promosso da Fondazione Cortina e Comune di Cortina d’Ampezzo, che ha riunito a Cortina rappresentanti delle istituzioni, del mondo dell’impresa e dell’università per confrontarsi su economia, lavoro e innovazione per il futuro della montagna.

L’incontro, dal titolo “Impresa ad alta quota”, ha visto la moderazione del giornalista e conduttore televisivo Bruno Vespa e la partecipazione di Stefano Longo, Presidente di Fondazione Cortina; Matteo Zoppas, Presidente dell’Agenzia ICE; Paola Severino, Presidente Luiss School of Law; Filippo Giordano, Professore ordinario di Economia aziendale all’Università LUMSA; Enrico Marchi, Presidente Gruppo SAVE; e Giordano Riello, Presidente di Nplus. I lavori si sono conclusi con il saluto di Roberto Della Rocca, Questore di Belluno e l’intervento del Prefetto di Belluno Antonello Roccoberton.

Al centro del confronto, introdotto dai saluti del Sindaco di Cortina Gianluca Lorenzi e dell’Assessore Giorgio Da Rin e del Comandante della Polizia Locale di Cortina Louis Caranfa è stata la trasformazione che ha interessato Cortina negli ultimi anni, accelerata dall’appuntamento con Milano Cortina 2026, e la necessità di fare in modo che gli investimenti e le opportunità generate dai Giochi possano tradursi in valore duraturo per il territorio.

Stefano Longo, Presidente di Fondazione Cortina: “I Giochi sono stati uno straordinario acceleratore di crescita e anche di fenomeni con un portato positivo per tutto il territorio come la destagionalizzazione e la crescita sociale e professionale delle persone. Oggi Cortina è sempre più capace di attrarre visitatori da tutto il mondo durante l’intero arco dell’anno e gli eventi sportivi rappresentano uno strumento fondamentale per portare sul territorio atleti, appassionati e turisti, anche nei periodi tradizionalmente meno frequentati. Un esempio è il mese di novembre, che grazie alle gare di bob, skeleton e slittino e agli appuntamenti della stagione invernale, dalla Coppa del Mondo di sci a quella di snowboard, contribuisce ad ampliare la stagione turistica. Dare continuità alla capacità di organizzare eventi a Cortina anche in estate e in autunno significa guardare al futuro e, per Fondazione Cortina, significa lavorare su obiettivi concreti. Il primo è consolidare le professionalità che si sono formate sul territorio grazie alla crescita degli eventi sportivi, creando competenze e opportunità che coinvolgano Cortina e tutto il Bellunese. Il secondo è arrivare pronti alle Olimpiadi Giovanili del 2028, che vedranno Cortina protagonista nelle discipline del ghiaccio. Il terzo riguarda la gestione sportiva e turistica della pista Eugenio Monti: abbiamo già definito con le Federazioni un piano di attività fino al 2030, con l’obiettivo di portare a Cortina atleti e squadre per gli allenamenti anche fuori stagione e, allo stesso tempo, rendere la pista un’esperienza accessibile ai turisti. È una nuova sfida che Cortina può e deve vincere”.

Dalle competenze alle infrastrutture fino alla capacità di attrarre imprese e investimenti, il dibattito ha evidenziato come la legacy dei grandi eventi non si esaurisca nelle opere realizzate o nei giorni della manifestazione, ma riguardi anche la capacità di un territorio di rafforzare il proprio ecosistema economico e sociale

Enrico Marchi, Presidente Gruppo SAVE: “Per l’aeroporto di Venezia, port of entry ufficiale per il Nord Est delle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali 2026 delle quali il nostro Gruppo è stato official supporter, l’impegno in occasione dei Giochi si è tradotto in una legacy molteplice che si riassume in un affinamento di servizi e procedure in occasione di grandi eventi, nell’implementazione di infrastrutture dedicate ad esigenze speciali, nella conferma del ruolo del terzo scalo intercontinentale nazionale come parte integrante della migliore riuscita di una manifestazione internazionale di tale portata. Le energie messe in gioco sono state indubbiamente elevate, ma la coralità del coinvolgimento di tutti gli operatori, unitamente alla capillarità dell’offerta dei voli, hanno portato a risultati entusiasmanti che valorizzano l’intero territorio e l’offerta turistica unica rappresentata dalle nostre montagne. Un successo che si è tradotto nell’importante riconoscimento assegnato al Marco Polo da ACI Europe, l’associazione che rappresenta seicento scali nel continente europeo, come miglior aeroporto europeo nella categoria 10-25 milioni di passeggeri”.

Particolare attenzione è stata dedicata al tema del lavoro e delle competenze, alla capacità della montagna di attrarre e trattenere professionalità e giovani e alla necessità di creare condizioni favorevoli allo sviluppo di nuove imprese e attività. 

Paola Severino, Presidente Luiss School of Law: “Prima, durante e dopo le Olimpiadi ho osservato tre atteggiamenti diversi: quello di chi ha scelto di restare ai margini, quello di chi ha espresso critiche e quello di chi ha deciso di partecipare e contribuire concretamente. I primi hanno rinunciato a vivere un evento straordinario, spesso anche per i timori legati all’accessibilità, che nella realtà non si sono verificati, perdendo così un’importante occasione. I secondi hanno rappresentato una parte del dibattito, mentre i terzi hanno scelto di mettersi in gioco, contribuendo con il proprio lavoro a costruire non solo il successo dei Giochi, ma anche l’immagine dell’Italia, della sua efficienza e della sua capacità di accogliere e organizzare grandi eventi. La formazione è uno degli strumenti più importanti per rendere stabile questo patrimonio e moltiplicarne nel tempo gli effetti, rafforzando il turismo di montagna come una risorsa strategica per il territorio e per il Paese”. 

Un altro tema centrale è stato quello della competitività e dell’attrattività del territorio, anche attraverso una maggiore integrazione tra infrastrutture, servizi, imprese e sistema turistico. 

Matteo Zoppas, Presidente dell’Agenzia ICE: “I Giochi Olimpici rappresentano una grande responsabilità, soprattutto per chi resta e ha il compito di decidere come capitalizzare tutto ciò che un grande evento come questo ha portato con sé, a fronte del lavoro e degli investimenti realizzati. Oggi, per Cortina, si apre una fase altrettanto importante: sono molti i contesti nei quali bisogna scegliere quale traiettoria intraprendere e quale futuro costruire. Tutti noi abbiamo la responsabilità di accompagnare Cortina e i suoi cittadini in questo percorso, trasformando quanto abbiamo vissuto in un’opportunità di crescita che vada oltre la dimensione economica. Cortina ha rafforzato la propria identità e il proprio brand a livello internazionale, beneficiando di una visibilità straordinaria che ha riportato l’attenzione del mondo su questa località, sul Veneto e sull’Italia. Ora abbiamo il compito di non disperdere questo patrimonio, ma di valorizzarlo e farlo crescere, insieme”.

Filippo Giordano, Professore ordinario di Economia aziendale all’Università LUMSA: “Cinque miliardi di valore generato, nuove infrastrutture, investimenti e competenze: oggi, però, la vera sfida per Cortina non sono più i numeri, ma la direzione che il territorio vorrà continuare a percorrere. Le Olimpiadi rappresentano un grande acceleratore, ma non possono e non devono dettare da sole la traiettoria del futuro. Cortina, come molte altre destinazioni montane, si confronta con dinamiche complesse: dall’overtourism allo spopolamento alla sostenibilità, fino alla capacità di trattenere sul territorio il valore generato. In questo scenario, diventa fondamentale mettere a sistema il capitale che i Giochi hanno generato orientandolo verso un modello di sviluppo sostenibile e duraturo. È qui che si misura davvero la legacy”.

In questo quadro, innovazione e sostenibilità sono state indicate come elementi fondamentali per costruire un modello di sviluppo capace di generare valore durante tutto l’anno, superando la tradizionale stagionalità e rafforzando il posizionamento della montagna italiana.

Giordano Riello, Presidente di Nplus: “La montagna ha un valore straordinario, ma anche una fragilità che ci impone responsabilità e attenzione nel guardare al futuro. Credo che l’errore sarebbe pensare di dover scegliere tra conservare ciò che siamo e costruire qualcosa di nuovo. La vera sfida è tenere insieme identità e innovazione: serve coraggio per difendere ciò che rende unico questo territorio e visione per accompagnarlo nel futuro. Cortina ha una identità forte, e questa è forse una delle eredità più importanti che le Olimpiadi ci hanno lasciato e, al tempo stesso, confermato: innovare, crescere e aprirsi al mondo senza smettere di essere sé stessa”. 

La riflessione ha quindi guardato oltre il singolo evento, interrogandosi su come trasformare l’esperienza di Milano Cortina 2026 in una piattaforma permanente di crescita, capace di produrre benefici non solo per il comparto turistico e sportivo, ma per l’intero territorio e la sua comunità.